Voglio dire tre cose.
La prima. Ci stiamo occupando del sistema di welfare perché serve, perché ci sono tanti lombardi in difficoltà: giovani, anziani, disabili, famiglie.
L’attenzione ai bisogni, a chi ha bisogno, è prioritaria per noi. Bisogna capire come intervenire e noi l’abbiamo fatto seguendo le indicazioni che affermano tre principi.
Il principio della centralità della persona, che vuol dire libertà di scelta per la persona: nella sanità, nella scuola, nell’educazione, in tutti i settori pubblici. Nella scuola in particolare, tradizione della Regione Lombardia, con misure importanti come la “dote scuola”. Quest’anno prevediamo ventottomila beneficiari, mettendo a disposizione ventisette milioni di euro e aumentando il contributo medio. Io sono convinto di questo intervento, perché voglio che le famiglie possano scegliere liberamente dove mandare i propri figli, in quale scuola, in quella pubblica o in quella che viene definita un po’ spregiativamente scuola privata. Sono scuole paritarie che svolgono una funzione pubblica a cosi inferiori rispetto a quelli della scuola pubblica: questa è la verità – e lo dice uno che ha fatto la scuola pubblica e ha mandato i suoi figli alla scuola pubblica. La funzione che svolge il sistema delle scuole paritarie in Lombardia è fondamentale perché senza questa struttura la scuola pubblica non potrebbe dare livelli di istruzione a tutti i giovani lombardi.

Il principio della libertà di scelta: che nella sanità significa scegliere dove farsi curare, se nel piccolo ospedale di comunità oppure al Niguarda, all’Humanitas o al San Raffaele. Devo poter scegliere io senza che questo per me comporti maggiori costi, perché altrimenti subordiniamo il diritto alla salute al censo e al reddito delle persone e delle famiglie. Questo non va bene. La Regione si fa carico della differenza.
Terzo punto: il principio della valutazione dei risultati…
Il sistema di valutazione dei risultati serve a me, per organizzare meglio il servizio e premiare il merito. Chi fa le stesse cose a costi inferiori deve essere premiato e quel modello deve essere esteso perché è una best practice, è il sistema dei costi standard. E’ il sistema dei costi standard che nella sanità deve essere esteso a tutte le regioni, altrimenti a essere penalizzate saranno sempre le regioni virtuose.
Se il Governo applicasse davvero il regime dei costi standard prendendo le eccellenze dove ci sono, in Lombardia, in Veneto, in Emilia, in Sicilia se ce ne sono, e obbligando tutte le regioni a utilizzarli, risparmieremmo ventitré miliardi di euro.
Se pensate che tutta l’IRAP pagata in Regione Lombardia ammonta a otto miliardi, e tutti i ticket pagati in Lombardia a cinquecento milioni, applicando i costi standard noi potremmo azzerare i ticket in tutte le regioni d’Italia.

