La forza delle alleanze tra regioni per difendere il sistema produttivo lombardo
Ricopro l’incarico di assessore regionale allo Sviluppo Economico dal 2021. Considerando che la Lombardia, oltre a essere il principale motore del Paese in termini di PIL e di gettito fiscale, è anche la prima regione manifatturiera d’Europa, si tratta di una responsabilità particolarmente impegnativa.

Una presenza costante
Le imprese lombarde operano in un mercato che non si ferma ai confini nazionali: il loro orizzonte naturale è quello europeo. Per essere davvero utili al sistema produttivo, occorre quindi agire nel contesto in cui le imprese competono e crescono.
Da Bruxelles proviene circa il 70% della legislazione e della regolamentazione che incide direttamente sull’attività delle imprese. Per questo è necessario cercare di incidere nei processi decisionali europei. Lo facciamo attraverso una presenza costante e concreta sui principali dossier, mantenendo un’interlocuzione diretta con la Commissione europea.

Alleanze territoriali
Utilizziamo inoltre tutti gli strumenti istituzionali a nostra disposizione per portare la voce del sistema lombardo nei luoghi in cui si costruiscono le politiche europee: dal Comitato europeo delle Regioni alle principali alleanze industriali e territoriali, come ESRA per la microelettronica, ARA per l’automotive, ECRN per la chimica ed Eusalp per le regioni alpine.
È evidente che una voce è più autorevole quando riesce a rappresentare non soltanto un territorio, ma un insieme di regioni produttive europee che condividono esigenze e obiettivi. È questa la logica di una lobby territoriale, istituzionale ed economica che lavora per portare maggiore realismo nelle politiche europee e correggere impostazioni spesso troppo distanti dalla realtà produttiva.
In questa direzione si sono consolidate le collaborazioni con la Catalogna, la Baviera e con la rete dei Quattro Motori per l’Europa, così come con altri territori ad alta vocazione industriale. Allo stesso modo, nella quotidiana difesa dalle spinte centralistiche che arrivano da Roma, cerchiamo di costruire alleanze con le altre regioni del Nord.

Una regia per lo sviluppo
La Cabina economica del Nord Ovest, costituita insieme a Piemonte e Liguria, ha già prodotto risultati significativi nei settori dell’energia, della microelettronica e dell’aerospazio, e presto darà vita a uno strumento finanziario condiviso, una novità assoluta nel panorama delle collaborazioni interregionali.
La sinergia con Veneto ed Emilia-Romagna consente inoltre di rafforzare la competitività delle nostre filiere produttive, valorizzandone la complementarità e creando nuove opportunità di sviluppo.
In questa riflessione non considero i territori che dispongono di condizioni particolari di autonomia statutaria e gestionale, per evidenti ragioni di specificità.
In sintesi, la Lombardia cerca di difendere e sostenere le proprie imprese costruendo alleanze con territori economicamente affini. Spesso ciò significa anche difendersi da imposizioni centralistiche provenienti tanto da Bruxelles quanto da Roma, cercando di riportare il dibattito su un terreno di concretezza e buon senso.

Più competenze, più risorse, più autonomia
Viviamo una fase storica nella quale il centralismo viene frequentemente giustificato in nome della semplificazione, dell’omologazione e della necessità di raggiungere dimensioni maggiori per competere. In realtà, troppo spesso questo approccio rischia di limitare e impoverire il potenziale economico, sociale e culturale che risiede nelle regioni e nei territori.
Credo che un maggiore riconoscimento strategico delle regioni a livello europeo possa contribuire a realizzare davvero quell’idea di Europa che ci è stata trasmessa come un progetto fondato sulla valorizzazione delle identità e delle autonomie territoriali.
Sono convinto che l’unico modo affinché la Lombardia possa continuare a trainare il Paese sia metterla nelle stesse condizioni dei principali player regionali europei: più competenze, maggiore autonomia decisionale e una quota significativa del gettito fiscale trattenuta sul territorio.

La via Maroniana
Le collaborazioni dirette tra regioni europee produttive, economicamente trainanti e culturalmente affini rappresentano quindi uno strumento concreto di sviluppo e tutela degli interessi delle nostre comunità.
La cooperazione tra regioni non coincide ancora con il più ambizioso progetto di riconoscimento istituzionale delle macroregioni europee. Tuttavia rappresenta già oggi un interesse economico, sociale e culturale fondamentale per la Lombardia e, per quanto mi riguarda, il modo migliore per continuare a praticare quella che considero la “via Maroniana”.

