Insomma in Lombardia, Veneto e Piemonte, il nucleo fondante della nuova Euroregione, ben tre quarti della popolazione percepiscono la necessità di una svolta profonda negli assetti europei condividendo l’affermazione che il Nord è «ingiustamente discriminato» a causa del Sud.
In quell’«ingiustamente» ci sarebbero tutti i presupposti per una ribellione anche violenta, che però nel Nord non avverrà mai, per complesse ragioni socioculturali.

Tuttavia restano intatti i presupposti perché un messaggio profondamente nordista possa passare in termini politici. Quindi la nostra visione del cambiamento europeo non ha nulla a che fare con un pensiero elitario, bensì rappresenta una diffusa condivisione popolare in cerca di rappresentanza politica.
Non si perde occasione per denunciare i «pericolosi populismi» che si diffondono in Europa, vere minacce per la stabilità e il processo unificante europeo. Certo, l’Europa ipercentralista e foriera del Superstato unico non corrisponde per nulla alla nostra Europa, fatta di un insieme di regioni ad alto grado di autonomia.
Non so se anche la Lega viene annoverata fra i «pericolosi populismi»: se così fosse ne saremmo fieri.
(Da “Il mio Nord”, di Roberto Maroni)

