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” – Respect – È una delle mie canzoni preferite perché ha il miglior ritmo di ogni altro pezzo che ho inciso. Mi ci volle un giorno per scrivere il pezzo e circa venti minuti per arrangiarlo. Mi piace molto anche il fatto che il testo abbia qualcosa da dire, che sia molto concreto: “C’è qualcosa che desideri o di cui hai bisogno? Prenditelo. L’unica cosa che ti chiedo è di portarmi rispetto quando torno a casa!” Tutti desiderano ricevere un po’ di rispetto” Otis Redding

“Avevo ventitré anni e mi guadagnavo da vivere suonando: c’è una ragione se lo chiamano SUONARE e non lavorare! Ho lasciato abbastanza sudore sui palchi di tutto il mondo da riempire almeno uno dei sette mari, e sono più di quarant’anni che spingo me stesso e la mia band fino al limite e oltre. Lo facciamo ancora oggi, ma è sempre «suonare», un piacere e un privilegio quotidiano che ti riempie di vita, gioia e sudore, che ti massacra i muscoli e la voce, che ti schiarisce la mente, ti sfinisce e ti rinvigorisce l’anima, una catarsi. Puoi cantare dell’infelicità tua e del mondo, puoi raccontare le esperienze più devastanti, ma se riesci a farlo davanti a tante anime riunite la malinconia svanisce, qualche raggio di sole filtra, tu continui a respirare e ti senti sollevato. Non si può spiegare, solo provare. È una ragione di vita, e in tempi nei quali mi era difficile entrare in contatto con gli altri era l’ancora di salvezza che mi legava al resto dell’umanità. Può essere dura? Certo. Ce l’hanno tutti l’energia psicofisica necessaria? No. Ci sono serate nelle quali non hai voglia di salire sul palco? Sì. Eppure, in quelle serate, arriva sempre un momento in cui accade qualcosa: la band che spicca il volo, un volto che si illumina fra il pubblico, qualcuno che canta a occhi chiusi le tue parole, e all’improvviso ecco che la musica, la tua ragione di vita, ricomincia a farti sentire una cosa sola con gli altri.” Bruce Springsteen