Skip to main content

Seguire l’esempio del Bobo è qualcosa che va oltre la memoria, l’identità autonomista, leghista, varesina…è la sfida di seguire l’impronta di chi ci ha insegnato che la politica è soprattutto incontro, confronto, ricerca di senso.

Ricordare sempre che, molto più di quello che ci divide, conta la passione che ci unisce.

Per questo ringrazio Ludovico, Greta, Emily e Mattia dei Giovani Democratici per aver condiviso con noi le loro risposte alla domanda “Che cos’è, per te, la politica?” (2°puntata)

M. P.

Pensare globale agire locale di Ludovico Vassallo

Per me la politica può essere riassunta nella frase “pensare globale, agire locale”.

Significa accettare che non siamo individui isolati dal mondo, ma parte di una società in cui vengono prese decisioni che influenzano la nostra vita quotidiana: quanto paghiamo la benzina o l’affitto, come vengono spese le tasse, quali opportunità abbiamo e quali diritti ci vengono garantiti di fatto.

Informarsi su queste questioni è già un atto politico, perché ci rende più consapevoli della realtà che viviamo e della comunità di cui facciamo parte.

Solo attraverso questa consapevolezza possiamo abitare entrambe in modo autentico, mettendo in pratica i nostri valori.

Che lo si voglia o no, tutti facciamo politica. La vera scelta è come farla, se in modo consapevole, coerente con ciò in cui crediamo e ciò di cui abbiamo bisogno, oppure passivamente, lasciando che siano altri a decidere per noi e a nostro discapito.

Poi che ci si muova tramite partiti, associazioni o come singoli cittadini è solo questione di metodo.

Amare il prossimo di Emily Munafò

Politica è stare al servizio delle persone.

A primo impatto sembrerebbe una frase semplice e scontata, eppure viviamo in un periodo storico in cui le persone percepiscono una politica al servizio di sé stessa. Ci si sente distanti, non ascoltati, abbandonati e traditi. Se una volta la classe dirigente era formata da una piccola élite che faceva gli interessi di pochi, successivamente sono nati i partiti di massa e con loro la speranza di un cambiamento. Quella speranza ha perso vigore, fino ad arrivare a un astensionismo che non ha precedenti.

È importante ribadire cosa deve essere la politica: ascolto della comunità e dei suoi singoli individui, che si traduce in azione concreta di cura e assistenza.

Significa dare voce agli ultimi, agli invisibili e agli emarginati. La politica deve essere aperta a chiunque: dal giovane all’anziano, dall’italiano da generazioni all’italiano di origine straniera, a donne, uomini, persone di qualsiasi genere (perché l’Italia soffre ancora, specialmente a livello locale, di un deficit di rappresentanza femminile). Significa tutelare il bene comune, senza opportunismi e non lasciando indietro nessuno. La politica per me è unione, non divisione. È costruire comunità nel senso più ampio del termine: non chiusura dei confini e sottomissione degli individui, ma evento relazionale aperto, basato sull’accoglienza e sul riconoscimento del valore intrinseco altrui.

In poche parole, fare politica è amare il prossimo.

Agire, vivere, lottare di Mattia Macchi

Per me la politica è movimento, l’agire, il vivere e il lottare per ciò in cui si crede, usando ogni forma e spazio che abbiamo a disposizione: dalle piazze ai gazebo, dalle proteste e manifestazioni fino alle proposte di legge e all’elezione, è questa la politica.

È l’impegno concreto per il cambiamento, silenzioso o rumoroso che sia, ma che riesca a spingere le persone a interrogarsi sulla società in cui viviamo e a migliorarla quando in essa troviamo delle ingiustizie; è il vero strumento capace di accompagnare un’intera società verso il cambiamento.

Grazie alla politica questo cambiamento può avvenire e rappresentare tutti, che siano le singole persone o intere comunità, è quindi anche rappresentanza; è proprio così che si sono potuti ottenere quelli che ormai consideriamo diritti inalienabili e che quindi spingono a continuare a muoverci e ad agire.

Tendere una mano di Greta Calderone

Cos’è la politica per me e come la vivo? È difficile darle una sola direzione. Significa, prima di tutto, impegnarsi in qualcosa in cui si crede, ma anche essere disposti a rinunciare a una propria convinzione per il bene della collettività. Significa tendere una mano verso la comunità: ascoltarla, comprenderla e collaborare insieme per ciò che è giusto.

Fare politica significa andare avanti anche quando tutte le tue idee vengono scartate e solo una sopravvive; quando di un intero progetto solo un punto viene colto, o persino quando niente di ciò che volevi fare viene realizzato. Perché fare politica significa anche sbattere contro un muro, ma decidere di non tornare indietro e provare a scavalcarlo.

Significa ricredersi, reinventarsi e rimodellarsi quando tutto sembra senza senso e perde di significato.

Fare politica significa fare una scelta, tra molte possibilità vive e presenti, e costruire su quella scelta tutta un’altra serie di possibilità altrettanto vive e presenti.