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<<Vedi, Roberto, dobbiamo scuotere le coscienze della nostra gente, e per farlo ci vogliono organizzazione, un programma politico chiaro e una grande idea rivoluzionaria che noi abbiamo già in testa: il federalismo. Se saremo capiti, faremo molta strada.>>

Così Umberto Bossi mi parlò una notte di tanti anni fa. Quel “faremo molta strada” mi si piantò nel cervello. Io, allora giovanissimo, la presi come una profezia dettata da un eccesso di entusiasmo tipico dei sognatori, idealisti e romantici. Ma oggi quelle parole vanno ben oltre il loro significato profetico, e per me suonano ancora come il principio irrinunciabile dello stesso <<fare politica>>. La ricerca costante del consenso popolare per condividere un’idea e marciare tutti insieme verso la realizzazione di un grande sogno...

Sulla mia segreteria della Lega un giornale titolò “Roberto Maroni vuole tornare alla Lega delle origini”. Una lettura decisamente riduttiva. Certo, la Lega rinnovata non rinnega la sua storia, ma mai lo farà, anche perché è stata una storia importante, pur tra alti e bassi, che ha comunque segnato una lunga stagione della politica, imponendo al centro della scena “la questione settentrionale”.

Tuttavia, oggi si deve prendere atto di un contesto generale radicalmente cambiato. Ma voglio ancora prendere spunto da un’inarrivabile citazione di Bossi, quando nel 1991, nei giorni della fondazione della Lega Norda a Pieve Emanuele, avvertì la partitocrazia corrotta della Prima Repubblica così:

<<Ci hanno accusato di essere solo dei protestatari e di non sapere né progettare, né fare proposte per gestire il potere che noi traiamo direttamente dalle forze più sane del Paese. Dalle forze più sane! Non dalla mafia! Dalla gente che oggi guarda alla Lega Nord come fattore di effettivo rinnovamento e soprattutto come esempio di onestà, pulizia morale, di chiarezza e trasparenza>>.

Ecco, questa è la Lega che voglio, e se questo significa “tornare alle origini”, allo “spirito delle origini”, mi sta benissimo.

(Da “Il mio Nord”, il sogno dei nuovi barbari)